30 novembre 2017

Natale Emo

Caro Babbo Natale, quest’anno non chiederò nessun oggetto-regalo, ma un sacco di affetto-regalo. E sai cosa ti dico? Non chiedo dell’affetto-regalo PER ME, ma per tutte le persone che mi stanno attorno. Regala un po’ di affetto al portiere, perché tutte le mattine scendo mentre sta lavando le scale e lascio le impronte. Un po’ a mia mamma, che mi chiama sempre alle sette e un quarto a metà del bloody mary, allora penso “la richiamo” e poi passa una settimana e mi richiama di nuovo e sono di nuovo con un bloody mary a metà. Regala un po’ di affetto alla mia segretaria, che mi salva la vita sempre con un sorriso. Regalane a quelli del piano di sopra, perché non rinuncerò a suonare il basso la domenica mattina. No, non mi va di suonare in cuffia. Regalane a Pier Mauro, che una volta alla settimana mi aiuta a riaccendere la macchina coi cavi quando lascio le luci accese.
Caro Babbo Natale, mi sono resa conto che la lista di persone che meritano dell’affetto-regalo è infinita, e nonostante i buoni propositi iniziali ho cambiato idea: regala a me un po’ di affetto-regalo, e a distribuirlo ci penso io.