25 aprile 2017

Festa della Liberazione

In quale giorno della settimana cascherà il 25 aprile, lo sappiamo già con circa undici mesi di anticipo. È il ponte più desiderato dell’anno, e sai mai che ci attacchiamo pure il primo maggio e andiamo tutti IN CODA SULL’AUTOSTRADA DI RIFERIMENTO verso colli, prati, laghetti placidi.
Se tutto va bene, si giunge alla meta prefissata per il tramonto, e si fa l’aperitivo all’aperto. Ed è al tavolino vista “campi di margheritine” che il 60% della compagnia da scampagnata, con diversi gradi di intensità, si ritrova a ricoprire il ruolo di variabile nell’equazione sole+prato+fiori = naso che cola e/o cervello che cola dal naso e/o occhi che cadono.

Ogni anno la memoria del rischio allergia si dissolve inspiegabilmente. E inspiegabilmente ciascuno conta su di voi per l’approvvigionamento di fazzoletti, perché per qualche motivo il fazzoletto viene considerato una questione di genere.
Vi inviteremo, cari amici, ad un party nelle nostre borse. Ci troverete multe in scadenza, carte di caramelle, volantini che non avete mai il coraggio di rifiutare – ma per terra non li buttate –, monili vari che ve li siete messe la mattina per fare le splendide ma poi vi danno fastidio e li buttate lì, a caso, in mezzo al coacervo di reperti archeologici della vostra vita quotidiana. Un posto dove non esistono fazzoletti, perché la borsa è il luogo del presente, non del futuro. E prevedere il futuro non è il vostro mestiere. Né, tantomeno, della vostra borsa.